Elettrocompressori
coassiali
Caratterizzati da un ingombro ridotto e provvisti
di una particolare carenatura che avvolge il gruppo
pompante, in modo da convogliare la ventilazione necessaria
per il raffreddamento delle parti più calde,
come il cilindro, la piastra valvole e la testa, adottano
un’efficace soluzione tecnica che ha permesso
di abbattere drasticamente i costi di produzione,
portando la diffusione del compressore a livello del
grande pubblico: in questi modelli l’albero
del motore elettrico e l’albero del gruppo pompante
formano un tutt’uno, così da eliminare
un certo numero di parti meccaniche in movimento e
le inevitabili perdite di potenza che caratterizzano
qualsiasi sistema di trasmissione del moto. Essendo
direttamente collegato con il motore, il gruppo pompante
ruota alla stessa velocità e quindi produce
un’elevata quantità d’aria.
Elettrocompressori coassiali autolubrificati
oilless
Caratterizzati dall’assenza di olio lubrificante
nel carter (oilless), questi modelli adottano soluzioni
costruttive particolari e materiali innovativi a
basso coefficiente di attrito ed elevata resistenza
all’usura che servono a garantire la funzionalità
e la durata nel tempo della macchina.
Elettrocompressori coassiali lubrificati
Gli organi meccanici interni vengono lubrificati
mediante un sistema detto “a sbattimento”:
in pratica la biella presenta nella parte inferiore
un’astina che, durante la corsa discendente
dl pistone, va a contatto con l’olio contenuto
nel carter e lo proietta sulle pareti del cilindro
e sui perni della biella, cioè su quelle
parti soggette a movimento che sviluppano maggiore
attrito.
L’olio, formando una sorta di pellicola lubrificante
fra le parti in movimento reciproco, impedisce il
contatto diretto tra metallo e metallo, causa di
surriscaldamento e rapida usura.
Elettrocompressori a cinghia
Caratterizzati da una lunghissima durata e particolarmente
adatti per un impiego gravoso, questi tipi di compressori
adottano il sistema tradizionale di trasmissione
del moto: il motore elettrico trasmette il moto
al gruppo pompante tramite pulegge e cinghie di
trasmissione. La puleggia motrice ha sempre un diametro
inferiore a quella montata sul gruppo pompante (denominata
volano); quest’ultima, inoltre, svolge anche
la funzione di ventola di raffreddamento grazie
alle sue razze a forma di pala. Il rapporto di trasmissione
impiegata sui compressori fa sì che il gruppo
pompante ruoti ad una velocità adatta a garantire
livelli ottimali di rendimento, lubrificazione,
raffreddamento e durata nel lungo periodo. I compressori
a cinghia, contraddistinti da un rendimento e una
silenziosità più elevata rispetto
ai coassiali, si dividono in monostadio e bistadio
in funzione degli stadi di compressione dell’aria
e quindi del rendimento volumetrico: i compressori
bistadio, infatti, hanno una portata maggiore rispetto
a quelli monostadio.
Caratterizzati da teste in alluminio presso fuso
con ampie alettature per garantire un più
elevato raffreddamento, cilindri in ghisa per garantire
una durata nel tempo e un’affidabilità
molto elevate, refrigeratori intermedi e finali
per diminuire la temperatura d’esercizio,
carter dell’olio sovradimensionato per una
migliore lubrificazione, albero a gomito in ghisa
sferoidale equilibrato dinamicamente, valvole lamellari
in acciaio inox speciale per un maggior rendimento
e una resistenza all’usura elevatissima.
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